Home
La chiesa di Sant'Antuono
Gli affreschi
I monaci antoniani
Le chiese rupestri
Visita Oppido
Crediti

 

Le chiese rupestri


Tra Puglia e Basilicata ci sono oltre trecentonovantatre chiese rupestri, realizzate in un intervallo che va dal IX al XIII secolo. L’interesse per la loro decorazione si afferma quando in Italia Meridionale la presenza bizantina è notevole. L’utilizzo dei villaggi rupestri tuttavia è molto più antico e ha rappresentato una tipologia di aggregazione sociale alternativa.

Questo fenomeno ha interessato tutta l’Italia meridionale, sia continentale che insulare. La loro posizione era solitamente alla periferia del centro abitato, poiché “scavate” in un secondo momento.

È soprattutto l’area barese e materna che conserva le caratteristiche più arcaiche dell’edilizia sacra rupestre. Le prime manifestazioni di questa tecnica edilizia si trovano in Puglia e risalgono al IX secolo. Uno dei pregi di queste realizzazioni era il coinvolgimento della persona nell’ambiente cultuale, dove era possibile avere diretto contatto con tutto l’ambiente, a differenza delle chiese urbane dalle dimensioni sicuramente maggiori.
E’ possibile riconoscere sostanzialmente due tipologie di chiese, in base alla planimetria:

* Chiese a pianta centrica a croce greca, di tipo bizantino;
* Chiese a sviluppo longitudinale, d’ispirazione occidentale.

Uno degli aspetti frequenti è la caratterizzazione delle planimetrie in ambienti a “ventaglio”, espediente felice per la luce che, così, era diffusa da un’unica fonte solitamente dall’ingresso della chiesa. A completare il quadro c’erano le caratteristiche geomorfologiche del territorio e le diverse tradizioni di scavo. Non vanno dimenticate inoltre le grotte naturali adibite al culto.

Il lavoro di realizzazione non veniva eseguito con demolizioni incoerenti ma con l’asportazione organizzata di blocchi di tufo. Come passaggio principale c’era il progetto, affidato dal committente ad un esperto scalpellino, il quale si occupava di eseguire lo svuotamento degli spazi progettati. La rifinitura degli elementi architettonici veniva affidata al lapicida.
Di alcune chiese rupestri le epigrafi dedicatorie hanno conservato il nome dell’esecutore.

La forma e l’organizzazione degli spazi liturgici si rifacevano a pochi schemi compositivi nei quali si utilizzavano e si combinavano sempre gli stessi elementi, indipendentemente dalla dimensione dell’ambiente.
La chiesa di solito si trova alla sommità dell’insediamento, senza altre escavazioni sopra di essa, questo perché nella gerarchia di valori, sopra di essa doveva esserci solo il cielo.
Usuale era anche la presenza di più chiese in uno stesso agglomerato.

Accanto alla chiesa, inoltre, si poteva collocare l’area cimiteriale con tombe a fossa scavate nel tufo.
Si tratta di inumazioni singole o raggruppate in piccole aree cimiteriali ma anche arcosoli monumentali scavati nelle pareti più in vista.
Infine è possibile osservare anche la presenza di cappelle funerarie autonome.
Questo elemento è di notevole importanza, poiché dimostra che questo tipo di realizzazioni non sono legate a gruppi monastici o eremitici, come si è creduto per lungo tempo.
La presenza di tombe, sia al loro interno che all’esterno e le iscrizioni ancora presenti, denotano l’utilizzo sostanzialmente privato di questi edifici. La loro funzione quindi è soprattutto funeraria.
A confermare questa tesi ci sono anche le immagini, i programmi iconografici e le iscrizioni che si riferiscono ai committenti.


E' molto usuale inoltre trovare all’interno delle decorazioni pittoriche l’immagine della DEESIS (Maria, il Battista e Cristo. I primi due intercedono presso il terzo con una preghiera in favore dell’umanità), nella zona absidale.
Questa, soprattutto a Bisanzio, era collegata di solito ad edifici a carattere funerario.
Raramente quindi, la chiesa rupestre in Puglia aveva funzione ufficiale.
Nel territorio meridionale italiano è nota anche l’esistenza di monasteri rupestri.
Le testimonianze non sono numerose, possiamo osservare pochissimi esempi sicuri di tali realizzazioni, come quella accanto alla cappella di Lamalunga a Monopoli, nel barese.
Alle sue origini la grotta si associa alle chiese rupestri, più che all'insediamento e pare nascere quindi dal ceppo dell’esperienza cenobitica.
Questo naturalmente dove le condizioni geomorfologiche e soprattutto litologiche del suolo lo consentivano.
Caratteristici esempi sono proprio i paesaggi delle gravine dell'area tarantino-materana.
Ogni area comunque aveva le proprie caratteristiche edilizie.

Sono sostanzialmente due le tipologie di territorio che si distinguono per l’aspetto insediativo: la zona con profonde gravine tra Taranto e Matera e la zona di Bari con un territorio più regolare.
La zona tarantino-materana è quella con maggiore concentrazione del fenomeno rupestre e conserva, nella parte più aspra della Murgia, i caratteri più arcaici.
E’ soprattutto a Matera che si conservano le realizzazioni rupestri più antiche di tutta l’Italia.
La zona di Bari ha stretti rapporti con l’area materna.
Per le caratteristiche del suo territorio, presenterà un ipogeismo più accentuato. Brindisi invece ha una fisionomia più autonoma rispetto alle scuole edilizie pugliesi, collegandosi maggiormente all’ambiente greco, sia a livello formale che liturgico.

L'indagine su questi insediamenti rupestri ha portato inevitabilmente ad una pericolosa distinzione tra grotte che valeva la pena salvaguardare e grotte senza affreschi e che pertanto si potevano impunemente abbandonare al degrado e alla distruzione.
Decine di villaggi rupestri asportati dalle cave di pietra da taglio o degradati dagli scarichi alle periferie dei centri moderni in fase di espansione edilizia rappresentano l'amaro bilancio di preziose testimonianze perdute per sempre.
Si comincia tuttavia a cogliere il fenomeno della civiltà rupestre nella sua totalità, non solo nell'occasionale risvolto artistico delle sue manifestazioni, specialmente per l'Italia meridionale, dove il vivere in grotta costituiva una soluzione spontanea del fenomeno insediativo contrapposto all’urbanizzazione.

Torna sopra